Confetture, Creme spalmabili, Marmellate, Patè, Prodotti tipici siciliani

Scyavuru: storie di gusti e sapori di Sicilia

Bottiglieria Condorelli  questa settimana vi porta a Ribera, paese in provincia di Agrigento rinomato in tutto il mondo per la grande tradizione agricola, protagonista indiscusso nella produzione di arance note ormai ovunque.

Ed è proprio in questa terra che 14 anni fa sono nate le Aziende Agricole Scyavuru.

Antiche e autentiche tradizioni, sapore di Sicilia, amore per la cultura del luogo: su questi tre pilastri si fondano le Aziende Agricole Scyavuru.

In siciliano “sciavuru” è un odore buono, un profumo evocativo e accattivante, una fragranza che conquista.

I fondatori di questa azienda, nata dall’aggregazione di agricoltori locali da generazioni, sono partiti dall’idea di trasformare la loro frutta e verdura in confetture e conserve di ottima qualità, marmellate di arance bionde di Ribera, di arance rosse, di mandarini tardivi e di limoni, creme spalmabili di limone e arancia.

Successivamente il progetto si è ingrandito, inserendo tra le materie prime anche prodotti provenienti dai territori circostanti: la pesca di Bivona, il fico d’india di Santa Margherita, le ciliegie di Chiusa.

La produzione delle marmellate, delle confetture e delle gelatine è legata ad un patrimonio di ricette tramandato di generazione in generazione, che viene seguito scrupolosamente, ma anche rivisitato per un consumatore moderno, attento alla qualità e all’innovazione del prodotto.

Con il tempo l’azienda agricola si è specializzata anche in altre produzioni, ad esempio le gelatine di vino Malvasia, Zibibbo o Marsala,  i prodotti salati come il pesto di pistacchio e quello di finocchietto selvatico, la crema alle mandorle e al caffè. Da non perdere anche l’olio extravergine d’oliva Biancolilla, il miele (di sulla, di zagara e millefiori) e i pasticcini ripieni al limone, cioccolato di Modica e pistacchio. E nonostante la clientela sia costantemente in aumento, tutto continua a essere fatto rigorosamente a mano.

E voi cosa dite? Lo sentite sto “Scyavuru?”

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